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Riconoscere i nidi di api e vespe

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana M. Aleandri da anni si occupa di apicoltura, è direttamente coinvolto nella diagnostica di laboratorio delle malattie delle api, nella ricerca di residui di sostanze chimiche nei prodotti dell’alveare, nelle analisi in autocontrollo dei prodotti dell’alveare e nella ricerca scientifica. Le attività oggi svolte hanno preso avvio da un percorso tracciato dall’Istituto già dagli inizi degli anni ‘80 dal Dr. Stefano Saccares.

Tematiche e argomenti relativi all’Apicoltura sono disponibili nella sezione curata dalla unità Apicoltura, produzioni e patologia delle api


Informazioni sulla filiera del miele e sulle attività svolte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni Lazio e Toscana per il settore apistico

Riconoscere i nidi di Api e Vespe

La primavera e l’estate sono periodi in cui è facile imbattersi in nidi di vespe o api, sia in campagna che in città. Questi insetti, infatti, sono molto attivi nei mesi caldi e molto spesso il laboratorio di Apicoltura, produzioni e patologia delle api dell’IZSLT riceve telefonate di privati cittadini per ricevere consigli su come gestire tali insetti ed i loro nidi. La prima domanda che viene posta è dove sono stati visti gli insetti, quanti sono e, se visibile, come è fatto il loro nido.

Nella tabella sottostante sono illustrate le caratteristiche dei principali insetti dell’ordine degli Imenotteri (sezione Aculeata, ovvero provvisti di pungiglione) che è possibile incontrare
 

API
NOMI
Ape (Apis mellifera) Bombo (Bombus terrestris) Ape legnaiola (Xylocopa violacea)
DIMENSIONI MEDIE DELL’ADULTO
10 mm (ape operaia) 12-15 mm 20-30 mm
NIDO
Nido Apis mellifera Nido Bombo Nido Ape legnaiola
POSIZIONE DEL NIDO
In muri, cassoni delle serrande, tronchi di albero (posizione elevata) Nella terra In tronchi cavi di piccole dimensioni o canne
CARATTERE
Spesso mansueto Mansueto Mansueto
OCCUPAZIONE DEL NIDO
Tutto l’anno Stagionale Stagionale

 

 

VESPE
NOMI
Vespa comune (Vespula vulgaris) Vespa crabro (Vespa crabro) Vespa velutina (Vespa velutina)
DIMENSIONI MEDIE DELL’ADULTO
15 mm 18-23 mm (operaie) 17-32 mm (operaie)
POSIZIONE DEL NIDO
Sotto tetto o coperture di vario genere o sul terreno Alberi cavi, camini, coperture di vario genere Alberi a più di 10 metri di altezza o in edifici
CARATTERE
Può essere aggressiva Può essere aggressiva Molto aggressiva
OCCUPAZIONE DEL NIDO
Stagionale Stagionale Stagionale

 

 

 

 

VESPE
NOMI
Vespa comune (Polistes dominula) Vespa di terra (Vespula germanica) Vespa orientalis (Vespa orientalis)
DIMENSIONI MEDIE DELL’ADULTO
12-17 mm 13 mm 35 mm
POSIZIONE DEL NIDO
Sotto tetto o coperture di vario genere Nel terreno Nel terreno
CARATTERE
Poco aggressiva Può essere aggressiva Può essere aggressiva
OCCUPAZIONE DEL NIDO
Stagionale Stagionale Stagionale

 


Le vespe attualmente presenti sul territorio nazionale non vanno confuse con la Vespa mandarinia (Smith, 1852), noto anche come “calabrone giapponese” o “calabrone gigante asiatico “. Quest’ultimo, infatti, nativo dell’Asia orientale temperata e tropicale, ha dimensioni molto superiori delle attuali vespe presenti sul territorio nazionale (corpo lungo circa 45 mm e pungiglione lungo 6 mm) e non esistono fonti attendibili del suo arrivo in Europa.
Ulteriori informazioni su come distinguere gli adulti ed i nidi di vespe rispetto a quello della Vespa velutina sono disponibili al seguente LINK

Cosa fare in caso di rinvenimento di un nido di api o vespe in luogo pubblico?
Se il nido rappresenta un pericolo per l’incolumità delle persone che frequentano il luogo si può richiedere un intervento alla Protezione Civile. Nel caso di rinvenimento di nidi di api o sciami appena arrivati (che non hanno costruito ancora i favi di cera) è possibile contattare degli apicoltori che saranno molto lieti di prelevare la famiglia di api per poi allevarla.

 

 

 

 

“Treat in time”: quando utilizzare i farmaci registrati antivarroa

“Treat in time” è un semplice strumento informatico messa a punto dalla Unità di Apicoltura dell’IZS Lazio e Toscana che indica per ogni località della Regione Lazio quando utilizzare i diversi prodotti registrati anti-varroa, in funzione delle diverse temperature ambientali.

E’ sufficiente cliccare sulla mappa della Regione la località di interesse per conoscere in quali mesi le temperature sono idonee per impiegare i farmaci registrati per la lotta alla varroa sensibili alle temperature ambientali.